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  • Carlotta Pizzi

Come si cambia - Neuroplasticità e consapevolezza in questi giorni di straordinario isolamento.


Credo che molti di noi si stiano chiedendo come e quanto cambieremo dopo l'esperienza di isolamento protratto e in generale di una pandemia globale, con tutto ciò che sta comportando a livello fisico, emotivo e relazionale.


Di come il nostro cervello possa modificarsi in risposta all'ambiente, alle emozioni, ai pensieri è responsabile la Neuroplasticità, determinando i mutamenti dei percorsi neurali lungo l'arco delle nostre esistenze.

Basti pensare che ogni neurone arriva ad avere fino a 10.000 connessioni che si creano o distruggono nel tempo.

Il cervello è programmato per modificarsi a seconda di ciò che ci accade.


Ad esempio, recenti studi del California Institute of Technology (Caltech), hanno dimostrato che l'isolamento sociale prolungato può provocare un aumento della proteina neurochina B (NkB) nell'amigdala, responsabile delle sensazioni di paura, diffidenza verso l'estraneo, aggressività.


Queste osservazioni non devono però spingerci a considerare in modo totalmente negativo l'esperienza che stiamo compiendo, ma anzi, possono fungere da fondamentale spinta motivazionale al cambiamento in positivo, perché esiste anche un tipo di Neuroplasticità Auto-Diretta collegata ad azioni consapevoli che possiamo realizzare per ri-cablare il nostro cervello in una direzione differente.


Pratiche come il Self Care (la cura di sé attraverso azioni che diano spazio al benessere di corpo e mente come l'attività fisica, la meditazione, una sana alimentazione, le tecniche di respirazione, il contatto con la natura, l'arte e con se stessi) comportano effetti positivi a lungo termine, quando gestiti con disciplina, pianificazione e continuità.

Questo perché ci spingono a comportamenti costruttivi e gratificanti, che riprogrammano il nostro modo di pensare attraverso la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina, l'ossitocina, la dopamina, responsabili delle sensazioni di benessere, appartenenza, attaccamento, motivazione.


Le nostre emozioni svolgono un ruolo fondamentale nelle modificazioni cerebrali perché sono il veicolo per la produzione dei neurotrasmettitori e perché influenzano l'attività elettrica del tessuto nervoso.


Le onde cerebrali sono di 5 tipi e si attivano durante stati mentali differenti.

Ad esempio quando dormiamo presentiamo un alto livello di Onde Delta, necessarie anche per il supporto del nostro sistema immunitario (dormire poco è correlato a un abbassamento delle difese), così come della nostra capacità di imparare.

Quando siamo rilassati, meditiamo, riflettiamo oppure creaimo e immaginiamo entrando nel cosidetto "flow", si attivano onde Theta o Alfa.


Quando siamo in uno stato di veglia attiva entriamo in una gamma di frequenze più elevate, quelle Beta, ma situazioni stressanti, di ipervigilanza o percepite come pericolose possono provocarne un eccesso, generando una iperattivazione neurale che può causare uno stato di ansia, timore e tensione.

Questo stato particolare, se prolungato, incide sulla nostra capacità di concentrazione, apprendimento ed esecuzione, diminuendole significativamente.


Questo dimostra che i nostri pensieri, le nostre emozioni, le attività che svolgiamo generano un certo tipo di energia nel nostro cervello, di cui possiamo però essere consapevoli.

Ricercare attivamente, con impegno, un atteggiamento positivo, dedicare tempo a ciò che ci da piacere, mantenere la mente attiva leggendo, creando, dedicandosi ad attività gratificanti, imparando nuove abilità, incide direttamente e concretamente sulla nostra salute.


E' importante tenere a mente che anche le parole plasmano le strutture cerebrali, stimolando il rilascio di neurotrasmettitori specifici, orientando le nostre azioni e influenzando quindi la nostra personalità.

Uno studio del Brookhaven National Laboratory ha mostrato che l’esposizione continua a un certo tipo di parole causa un’alterazione dei livelli ormonali e dei neurotrasmettitori.

Le parole che scegliamo di esprimere o di cui ci circondiamo, anche in questo momento particolare, sono in grado di modificare il nostro pensiero, e quindi l'energia dentro e intorno a noi, influenzando la nostra memoria e il modo in cui prendiamo decisioni. Perché ciò che ricordiamo determina le scelte che faremo.


Abbiamo quindi una grande responsabilità verso noi stessi, nel momento in cui riconosciamo che il nostro benessere psico-fisico è nelle nostre mani anche nei momenti in cui abbiamo poco controllo su ciò che accade all'esterno.

Il modo in cui decidiamo di rispondere agli eventi stressanti oggi, dedicandoci a noi stessi in modo proattivo, potrà aiutarci a definire chi saremo domani.




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