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  • Carlotta Pizzi

I colori della voce. Il modo in cui parliamo e lo sviluppo cerebrale infantile.

"Più inconfondibili delle impronte digitali ci sono solo le sfumature della voce".

Si tratta di uno strumento potente, prezioso, in grado di colorare la comunicazione di sfumature emotive fondamentali attraverso l'uso consapevole del nostro linguaggio para verbale, quello che riguarda il volume, il tono, l'energia, la cadenza con cui parliamo.


Ogni comunicazione contiene sempre un aspetto cognitivo, un dato, l'informazione che stiamo trasmettendo, e un aspetto emotivo, capace di modificare completamente il senso di ciò che diciamo. Sia chi parla che chi ascolta è portatore in quel momento di vissuti, stati d'animo, aspettative ed emozioni che influenzano l'efficacia di quello scambio.


L’uomo possiede un’abilità unica, cioè può controllare l’altezza dei suoni della propria voce a un livello che nessun altro essere vivente riesce a raggiungere.

Le variazioni consapevoli dell'intonazione sono controllate da una piccola regione del lobo frontale del cervello, la corteccia motoria laringea dorsale bilaterale.





Se le parole negative, come provano gli studi scientifici del Brookhaven National Laboratory, hanno un impatto sulle nostre funzioni cerebrali, accelerando la produzione dei neurotrasmettitori legati allo stress e alterando i livelli ormonali, altri due studi statunitensi provano come anche il tono della voce abbia un ruolo significativo nello sviluppo cerebrale dei bambini.


L'Università di Pittsburgh ha dimostrato come le urla nuociano al benessere psicologico dei più piccoli, in quanto favoriscono l'apprendimento a lungo termine di comportamenti aggressivi e rabbiosi.


E il Dipartimento di Medicina dell'Università di Harvard conferma in via definitiva queste influenze. In uno studio infatti ha sottolineato come la violenza verbale, espressa attraverso una combinazione di grida e parole, alteri in modo permanente la struttura cerebrale infantile, causando una grave riduzione delle fibre nervose che collegano i due emisferi cerebrali e impattando negativamente anche sulla capacità di concentrazione.


E' fondamentale come adulti tenere presente la necessità di trasmettere ai bambini messaggi efficaci e adeguati, che oltre a scegliere le parole giuste tengano conto dell'uso che facciamo della nostra voce, un aspetto che già da neonati impariamo a riconoscere in modo molto competente e a cui reagiamo istintivamente.


Il "modo" in cui diciamo qualcosa è la chiave per costruire relazioni sane ed evitare incomprensioni tossiche, anche tra colleghi o familiari.

Ricordiamoci che i silenzi e le pause fanno parte del nostro linguaggio para verbale, e sono intrisi di significati, trasmettono un messaggio e coinvolgono chi ci ascolta in una relazione che può diventare costruttiva o di rifiuto.


Riflettere su questi aspetti può cambiare per sempre il nostro modo di farci capire dagli altri.

“Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo”

Benjamin Franklin

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