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  • Carlotta Pizzi

Persone Altamente Sensibili e dinamiche di gruppo. Perché servirebbe una "rivoluzione gentile".

Le persone Altamente Sensibili secondo gli studi e le pubblicazioni di Elaine Aron (psicoterapeuta) e del marito Arthur Aron (neurologo), costituiscono circa il 20% della popolazione e si caratterizzano (anche) per i tratti riassumibili nell'acronimo D.O.E.S: • Depth of processing (analisi più profonda delle informazioni) • Overarousability (maggior esposizione a sovrastimolazione e sovraccarico) • Emotional responsiveness/empathy (maggiore capacità di connessione emotiva) • Sensitive to subtle stimuli (maggior attenzione a dettagli ambientali e relazionali che altri non percepiscono)


Questo tipo di personalità può facilmente sentirsi incompresa e a disagio in situazioni personali e professionali che prevedano l'appartenenza a un gruppo, a causa della tendenza a preferire interazioni individuali profonde basate sulla comprensione, l'accettazione e la valorizzazione delle differenze. Le dinamiche di gruppo tendono a favorire le personalità più estroverse, costituendo una sorta di nucleo centrale basato su modalità di pensiero comuni, l'assenso e l'adesione a determinati stili comportamentali.


Le personalità HSP però sono spesso dotate di qualità trasversali fondamentali per il benessere e la crescita di un gruppo, dimostrandosi di frequente particolarmente empatiche, innovatrici, divergenti e osservatrici, proprio a causa delle caratteristiche D.O.E.S. sopra elencate.


La particolare sensibilità nei confronti degli stimoli esterni, che definisce l'indole HSP fin dalla primissima infanzia, contribuisce quindi a sviluppare una capacità ricettiva e un'attenzione al dettaglio e alle sfumature, anche relazionali, di frequente associata a un elevato senso di giustizia morale.

Questo tipo di personalità quindi, se posta nelle condizioni di esprimere le proprie caratteristiche peculiari in modo costruttivo, compresa la tendenza a lavorare in autonomia e in luoghi privi di eccessivi stimoli ambientali, a isolarsi di frequente per "ricaricarsi" mentalmente e fisicamente e ad emergere più facilmente in dinamiche one-to--one piuttosto che all'interno di un gruppo, possono rivelarsi risorse preziose in differenti contesti professionali, a livello organizzativo, progettuale, etico e manageriale.


Molte personalità HSP infatti ricoprono ruoli di coordinamento, responsabilità e leadership, pur non aderendo a molti degli stereotipi che il senso comune vi collega. Persone celebri con tratti HSP sono e sono state state Albert Einstein, Carl Jung, Emily Dickinson, Charles Darwin, Abraham Lincoln, Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Woody Allen, Orson Welles.


Imparare a valorizzare in chiave positiva le caratteristiche HSP all'interno delle organizzazioni può contribuire a sostenere una nuova cultura e un nuovo approccio al mondo del lavoro e della formazione, dando spazio e valore a punti di vista e tratti caratteriali differenti come opportunità di arricchimento del gruppo, dato che spesso questo tipo di personalità non viene riconosciuto né adeguatamente supportato già a partire dalla scuola, forzando un "allineamento" comportamentale che rischia di generare sentimenti di auto-svalutazione e impotenza.

Gli studenti Altamente Sensibili e introversi (i due tratti convivono nel 70% dei casi) andrebbero incoraggiati fin da piccoli a riconoscere la propria indole e ad accettarla in quanto competenza, sottolineandone gli aspetti costruttivi in termini di unicità, capacità di ascolto, comprensione, riflessione, senza dimenticare l'importanza che il pensiero laterale comporta nella risoluzione dei problemi e nella generazione di nuove idee.



Valorizzare la sensibilità, nostra e altrui, per nutrirci di nuove prospettive basate sul rispetto e il potenziale immenso delle differenze.

Questa è la rivoluzione gentile che auspico per il futuro prossimo.









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