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  • Carlotta Pizzi

Women at work. Perché la parità di genere conviene (a tutti).

Aggiornato il: lug 31

Se nel mondo, entro il 2025, si realizzasse un'effettiva parità di genere il Pil globale aumenterebbe di 12 triliardi di dollari (dal rapporto "The future of women at work" del McKinsey Global Institute).

Se la questione si potesse riassumere in uno slogan da supermercato sarebbe "la parità conviene".

Ma la questione è ben più delicata e complessa, e tocca aspetti culturali molto ben radicati, capaci di offuscare la consapevolezza comune anche di fronte ad evidenti vantaggi economici e sociali.




L'evoluzione scientifica, digitale e tecnologica dei prossimi 10 anni prevede in potenziale un aumento significativo della presenza delle donne in ruoli di coordinamento e gestione dei progetti perché a fianco dello sviluppo tech crescerà il ruolo chiave delle competenze legate a mobilità, flessibilità, creatività, aspetti relazionali ed etici, dentro alle quali la donna potrebbe trovare un spazio significativo di crescita professionale, sociale ed economica.


Perché questo avvenga, e non avvenga il contrario, cioè un'accentuazione del divario di genere dovuto all'impossibilità di conciliare tempi famigliari e lavoro, la politica dovrà attuare in parallelo al progresso digitale e scientifico una progressiva evoluzione in termini di azioni a sostegno delle necessità di conciliazione e di accesso equo a istruzione e formazione continua.


I progetti STEAM per la parità di genere che regioni come l'Emilia Romagna stanno attuando nel nostro Paese sono un esempio costruttivo di progettazioni che vanno in questa direzione, portando nelle scuole azioni concrete basate sull'apprendimento esperienziale e sulla riflessione in campo digitale e nella comunicazione, con lo scopo dichiarato di ridurre progressivamente il divario tra generi nell'accesso a queste competenze, dovuto in larga parte a radicati stereotipi culturali.


Ad oggi, infatti, meno del 20% dei lavoratori in ambito tech è donna, gli uomini nel mondo hanno il 33% di opportunità in più di accedere ad internet rispetto alle donne, e appena il 35% degli studenti di materie STEAM nel mondo è femmina (fonte: Linkiesta - 18 Luglio 2019).


C'è molto da fare, ma da tempo c'è nell'aria anche una consapevolezza nuova e maggiormente esplicitata rispetto ai diritti, alle possibilità e soprattutto all'ipocrisia che ha guidato la società sul tema della parità nel corso della storia. Abbiamo l'opportunità, forse mai come prima, di cambiare le cose partendo dall'istruzione e dall'educazione.

Ogni opportunità comporta la responsabilità personale e collettiva di agirla con azioni concrete, e la coerenza di dare l'esempio coi nostri comportamenti, le nostre parole e le nostre scelte.



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